PER LE IMPRESE

Come monitori lo stato di salute della tua Azienda?

Lo sai che il 16 Marzo 2019 è entrato in vigore l'art. 4 del D.L. 155/17? Sai già cosa fare per essere in linea con il nuovo art. 2086 comma 2?

SCOPRI DI PIU'

PER I PRIVATI

Che vantaggi avresti associandoti?

Quali e quanti vantaggi avrai aderendo ad ADIR o rinnovando la quota associativa 2019?

SCOPRI DI PIU'

ANOMALIE FINANZIARIE

Anatocismo, usura o truffa vera e propria?

Sei sicuro che il tuo intermediario finanziario, la tua banca o il tuo concessionario imposte non ti abbian "messo le mani in tasca" indebitamente?

SCOPRI DI PIU'
AssoDir Associazione per i diritti degli investitori e dei risparmiatori

senza

Se ti sei perso l'importante approfondimento sulle Obbligazioni Non Quotate con cui abbiamo iniziato quest'inchiesta, vai qui e leggiti con comodo l'articolo che ha dato inizio a questo che stai per leggere ora.

Ora iniziamo a parlare in modo approfondito delle AZIONI NON QUOTATE emesse dalle banche che stanno creando una voragine finanziaria a danno dei Risparmiatori Italiani con conseguente rovina delle famiglie.

Abbiamo diviso l'inchiesta in tre articoli così da permetterti di memorizzare bene i passi importanti.

Alla fine della lettura di tutta la nostra inchiesta sulle Azioni e Obbligazioni non quotate sarai in grado di:

 - Non farti fregare dalle banche in caso tu chieda mutui o prestiti ingenti con "l'offerta" di acquisto delle loro azioni o obbligazioni non quotate
 - Comprendere in modo APPROFONDITO tutto il sistema corrotto che si è venuto a creare intorno
 - Saprai come scegliere la banca giusta che fa per te e per le tue esigenze del momento senza che tu sia obbligato a qualche acquisto "farlocco"

Nel corso del decennio che va dall’inizio alla fine degli anni 2000, nel nostro Paese si è manifestata una notevole dinamicità del mercato azionario delle banche non quotate.

Si è trattato, in particolare, di titoli azionari emessi e collocati, o anche solo negoziati da casse di risparmio e da banche popolari.

I suddetti istituti di credito, prima dell’inizio della crisi economico-finanziaria, che si è manifestata nel nostro Paese dal 2008, avevano ottenuto notevoli risultati economici ed i bilanci confermavano il trend positivo.

I clienti di tali banche, che molto spesso rappresentavano dei punti di riferimento con il territorio di appartenenza, grazie anche al connubio con le relative fondazioni bancarie che erogavano importanti somme alle diverse realtà del territorio, erano invogliati ad investire nei titoli azionari degli stessi istituti di credito anche perchè la "rete di vendita" li descriveva come prodotti finanziari assolutamente sicuri e remunerativi, come e più dei titoli di Stato.

In questa fase, quindi, il vistoso ampliamento della base associativa, realizzatosi tramite la vendita delle azioni delle banche non quotate, è stato realizzato in massima parte in modo concordato tra risparmiatori e intermediari finanziari.

In realtà come Ferrara e Bolzano, ove esistono due importanti Casse di Risparmio, si è pervenuti alla formazione di una base di azionisti pari a circa 25.000 - 30.000 risparmiatori per ciascun istituto.

In questa fase, quindi, prima della crisi economico-finanziaria, vi era una consonanza di interessi tra le banche non quotate e i risparmiatori che erano spinti ad acquistare le azioni bancarie.

Verso la fine del primo decennio del 2000 tale situazione è cominciata a mutare in quanto le banche non quotate del territorio, o anche di livello nazionale, hanno cominciato a faticare per mantenere livelli di redditività e per raggiungere apprezzabili utili.

Si è cominciato, così, ad assistere a una strategia diversa da parte delle banche: prima gli istituti di credito ed i risparmiatori marciavano insieme verso il miraggio del bene comune, poi le banche hanno cominciato a perseguire esclusivamente i propri interessi, che erano quelli di ottenere il massimo consenso per la sottoscrizione di aumenti di capitale deliberati ripetutamente, molto spesso non già per rafforzare il patrimonio, ma per coprire i buchi causati da operazioni spericolate e, comunque, poco avvedute.

Le banche, quindi, hanno cominciato a cambiare atteggiamento rispetto alla questione dell’azionariato diffuso e hanno spinto i risparmiatori, con ogni mezzo, ad investire nei loro titoli azionari.

E lo hanno fatto, come si diceva, con ogni mezzo: promettendo migliori condizioni di tassi sugli affidamenti; subordinando la concessione di affidamenti e mutui alla sottoscrizione di azioni; concedendo prestiti esclusivamente per l’acquisto delle azioni e con altre modalità poco corrette, di cui ha dato notizia la stampa.

 

L’attuale situazione del mercato delle azioni delle banche non quotate

A seguito delle massicce vendite di azioni non quotate ai risparmiatori retail e della difficoltà in cui si sono trovate molte banche non quotate, alcune delle quali sono state oggetto di provvedimento di commissariamento straordinario (si veda la Carife di Ferrara e la Tercas di Teramo), la situazione di liquidità propria di tali azioni, che, comunque, sin dall’epoca in cui non vi era la crisi economica e finanziaria non era del tutto percepibile, ha portato ad un sistema di scambi dei titoli non quotati completamente paralizzato.

Per effetto di ciò, i risparmiatori sono rimasti bloccati anche con ingenti capitali in considerazione del fatto che le azioni non quotate non avevano più un mercato di scambio efficiente e quindi sono diventate pressoché incommerciabili.

Alcune delle banche non quotate hanno addirittura stabilito che non si potessero mettere in vendita più di 50 azioni alla volta e, comunque, il periodo di validità della richiesta di vendita veniva fissato in 18-24 mesi.

Ma anche con tali misure, il blocco della commerciabilità delle azioni non quotate è stato assoluto, con la conseguenza che decine di migliaia di azionisti hanno dovuto rinunciare a liquidare i propri risparmi per poter indirizzare le loro risorse economiche ad attività produttive e redditizie.

Per effetto di tale situazione, una parte molto rilevante dell’economia di città come Vicenza, Treviso, Ferrara e Teramo si è quasi paralizzata.

A nulla sono valse le proteste e le denunce dei risparmiatori, in quanto le banche non quotate, che già si trovavano in difficoltà, non hanno potuto mettere in atto nessun valido intervento volto a rendere liquido o, quanto meno, più liquido il mercato dei propri titoli azionari.

Ma non basta.

A Teramo gli azionisti della Cassa di Risparmio di Teramo, a seguito dell’intervento del Fondo Interbancario e della Banca Popolare di Bari, che ha rilevato la Cassa, si sono visti azzerare il valore delle proprie azioni con la conseguente perdita di valore totale dei titoli oltre che di gran parte dei risparmi delle famiglie a cui negli anni passati erano state vendute centinaia di migliaia di azioni.

Tali vendite sono avvenute con sistemi commerciali che hanno indotto centinaia di risparmiatori ad agire in giudizio, con un contenzioso che è appena iniziato e che si preannuncia dirompente.

A Ferrara i 28.000 clienti della Carife stanno attendendo le decisioni del Fondo Interbancario sul destino della Cassa, ma anche per loro si profila un azzeramento del valore delle azioni.

Dato comune ai collocamenti passati è che le azioni sono state vendute massicciamente anche e soprattutto a risparmiatori con un profilo di rischio basso o medio-basso e, al fine di operare ugualmente la vendita di prodotti rischiosi, quali devono essere considerate le azioni non quotate, si è fatto sottoscrivere in massa clausole di inadeguatezza, molto spesso, però, inefficaci in quanto non contenenti in modo valido l’indicazione dei motivi di inadeguatezza stessa.

Ciò è avvenuto per le negoziazioni pre MiFID e, pertanto, per le operazioni in cui era applicabile il vecchio articolo 29 del Regolamento Consob del 1998.

Per le negoziazioni post MiFID molte banche hanno invece utilizzato tecniche di vendita massiccia parimenti illegittime, di cui parleremo in seguito diffusamente.

...E ora viene la parte più importante! 

Ma la riserviamo al prossimo articolo.

Seguici sulla nostra pagina FACEBOOK oppure iscriviti ora alla nostra NEWSLETTER inserendo il tuo nome e la tua email al fondo della videata per ricevere tutte le informazioni necessarie a comprendere bene il fattore chiave ed i punti critici delle azioni non quotate emesse dalle banche.

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 
Se ti è piaciuto questo articolo, ti chiediamo una piccola cortesia:
molta gente reputa (stupidamente) che tutto quel che non ha un prezzo non abbia un valore.

Se ritieni che quel che hai appena letto GRATUITAMENTE, un valore ce l'abbia, dacci una mano a far capire i nostri sforzi per diffondere la vera cultura finanziaria, condividendoli con le persone a te care oppure effettuando una donazione anche di 1 solo Euro, cliccando sul pulsante qui sotto:

 

Ci aiuterai ad aiutare chi ha veramente bisogno di aiuto!

 

 

RIMANI AGGIORNATO: INSERISCI SUBITO I TUOI DATI QUI SOTTO PER RICEVERE LA NOSTRA NEWSLETTER

We use cookies to improve our website and your experience when using it. Cookies used for the essential operation of this site have already been set. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

  I accept cookies from this site.
EU Cookie Directive Module Information