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Buongiorno a tutti,

in questi giorni abbiamo ricevuto parecchie email da parte di traders (o forse sarebbe meglio definirli neofiti che si stanno approcciando a questa attività) in cui ci venivano richieste spiegazioni sul perchè nella giornata di Lunedì 31 Ottobre abbiamo comunicato di voler chiudere entro la settimana tutte le posizioni in essere (nonostante la maggioranza fossero in guadagno) visto che, ad oggi, se le avessimo lasciate aperte, noi ed i nostri associati abbonati saremmo stati ancora più profittevoli.

Per rispondere a queste domande sarebbe più che sufficiente affermare che non disponendo di una sfera di cristallo che ci indichi con esattezza non soltanto il futuro ma anche il tempo in cui si verificheranno gli eventi, nel dubbio preferiamo "comportarci come i ricchi".

I ricchi infatti, non fanno MAI grandi scommesse con il futuro, visto che essendo GIA' ricchi, partono dal presupposto che sia INFINITAMENTE più importante conservare ed accrescere il capitale accumulato rispetto a perderlo mettendolo a rischio in operazioni dubbie. Certo, ci si potrà obiettare che "chi non risica non rosica", ma sinceramente quanti di voi che ci leggete sarebbero disponibili a rischiare i capitali accumulati in una vita di sacrifici dai vostri famigliari in poche operazioni che potrebbero dimezzarli (quando non azzerarli) in un amen?

Spesso e volentieri si trova scritto nei forum finanziari di trading e sui social network che "i mercati sono imprevedibili e/o fatti per sorprendere" (cosa non totalmente vera ma per un attimo supponiamo che sia esattamente così) e che il compito del trader è "seguirli" senza farsi alcuna opinione al riguardo... Poi però se ci addentriamo e cominciamo a leggere attentamente ciò che spesso e volentieri si trova scritto dai vari GURU, dovremmo porci una domanda: come mai chi si professa "mago del trading" và alla ricerca della volatilità e dell'imprevisto per tentare un azzardo con il mercato senza rendersi conto che potrebbe metterlo al tappeto?

L'unica risposta sensata che ci sentiamo di condividere è: perchè il confine del trading on line, soprattutto grazie al fatto che CHIUNQUE disponga di 4 spiccioli ed una connessione ad internet si può "improvvisare" trader dalla sera alla mattina ed ha accesso a strumenti pericolosissimi (derivati, forex, opzioni binarie) con leve finanziarie che oscillano fra il 10 ed il 400% si sta spostando sempre più verso il GAMBLING (o gioco d'azzardo che dir si voglia) e che "sedicenti maghi" si stanno costruendo un parterre di "adepti" a cui vendere libri, corsi, formazione, segnali intraday con cui costruirsi una credibilità quando non addirittura per "rifarsi una verginità" dopo aver bruciato decine (se non in taluni casi centinaia) di migliaia di Euro propri o dei propri "followers".

mago con palla

Ma lasciamo stare i GURU e i "maghi dell'intraday" che a parole colgono tutti i mutamenti che consentono loro di entrare sui minimi ed uscire al cambio del trend e torniamo al tema iniziale: in cosa si differenzia esattamente una mentalità da investitore rispetto ad una da trader?

1) Il trader è uno speculatore che è orientato ad operazioni di brevissimo termine, capace di comprare titoli che rivenderà dopo qualche giorno se non addirittura dopo qualche ora o qualche minuto nel caso si tratti di scalping.

2) Il trader compra ulteriormente se vede che ciò che ha comprato sale e vende se vede che ciò che ha comprato scende.

3) Il trader vive con l'ansia e la paura che ciò che ha comprato possa crollare (o che ciò che ha shortato possa salire) da un momento all'altro e per questo motivo usa stop loss ravvicinatissimi, quando non addirittura strategie "Stop & Reverse" che gli consentono di cambiare opinione più volte, nel caso non avesse preso "l'onda giusta".

4) Il trader chiude tutte le posizioni aperte entro la settimana perchè ha paura che "a mercati chiusi", durante il weekend (quando non durante la notte nel caso si tratti di uno scalper) una news possa destabilizzare la sua operazione.

5) Il trader "vive" davanti alla piattaforma e guarda i grafici in continuazione apportando continui "aggiustamenti di tiro" alla propria operatività: spostando continuamente stop loss e target in funzione dell'andamento del grafico.

6) Il trader ritiene che "la colpa più grande" delle sue perdite derivi dalla psicologia e dall'emotività che non riesce a governare correttamente.

7) Il trader effettua soltanto operazioni in trend stretto, quando non addirittura strettissimo, perchè il suo obiettivo è "salire sulla giostra" e non di certo rimanere "con il cerino in mano" per non esser sceso o per esser sceso troppo tardi.

8) Il trader crede che "il grafico comandi su tutto" e che i prezzi che legge sul grafico di conseguenza scontino tutto.

9) Il trader non diversifica le sue operazioni, si concentra su di un sottostante e lo studia convincendosi di conoscerlo meglio degli altri traders.

10) Il trader non segue le news, anzi, le detesta visto che gli destabilizzano le operazioni che ha "messo in pista".

Considerato quanto sopra, se riteniamo che "muoversi in questa maniera" sia profittevole, dovremmo arrivare a porci una domanda che non trova alcun genere di risposta logica: come mai nonostante sia dimostrato che i traders di successo sono meno dell'1% di quelli che ci provano e che quindi questo modus operandi non sia per nulla conveniente per la maggioranza assoluta che decide di approcciare questo genere di "attività" (che nel 99% dei casi sarebbe meglio chiamare PASSIVITA'), tutti i risparmiatori prima o poi "vorrebbero provarci" a diventare traders?

Non sarebbe meglio rendersi conto una volta per tutte, che diventare un trader è un'attività DURISSIMA, SNERVANTE e per la maggioranza di chi l'approccia, PER NULLA PROFITTEVOLE visto che secondo le statistiche ufficiali fornite dai brokers americani, (gli unici obbligati a dichiararle per Legge), oltre il 95% dei traders perde TUTTI i suoi soldi AZZERANDO IL CONTO entro i primi 3 mesi di attività, dei sopravvissuti l'80% non arriva a 6 mesi, ed il rimanente non arriva a 24?

Quando il nostro Ufficio Studi ha deciso di creare PORTFOLIOREPLICA© mai e poi mai avremmo immaginato una così TRAGICA REALTA' anche in Europa, perchè sinceramente ritenevamo che la cultura finanziaria (almeno nel nostro Paese) fosse decisamente superiore rispetto al passato, ma purtroppo siamo stati clamorosamente ahinoi smentiti dai dati più recenti che pongono l'Italia con il 37% di risparmiatori che "sanno di ciò che si tratti" addirittura dietro  a Tunisia (45%), Zimbabwe (41%), Senegal (40%), Tanzania (40%), Zambia (40%) e Camerun (38%).

Vediamo quindi secondo noi quale dovrebbe essere il corretto approccio a qualunque investimento finanziario da parte di un "investitore evoluto" e consapevole che il denaro (soprattutto in borsa) non lo regala nessuno:

1) Crearsi una solida cultura finanziaria prima di investire anche 1 solo Euro (sembra banale ma purtroppo non riusciremo mai a ripeterlo a sufficienza).

2) Studiare principalmente statistica e matematica finanziaria anzichè dilettarsi nel fare previsioni di "astrologia grafica" in funzione delle "pulsazioni" del mercato.

3) Utilizzare una sana diversificazione in ogni "scommessa" sui mercati: se ritenete che siamo stati troppo sbruffoni con il termine scommesse, CLICCATE QUI e dopo aver letto la fonte, fatevene una ragione.

4) Non investire, per nessun motivo al Mondo oltre il 2% del proprio capitale su di una qualunque operazione.

5) Dotarsi di strategie profittevoli che consentano un "aggio statistico" di almeno il 5%, così facendo a fine anno, mal che vada, considerate le commissioni e le imposte sarete più che in pari.

6) Evitare "come la peste" operazioni basate su timeframes inferiori al Daily, mediante grandi leve finanziarie, ricordandosi che si ottiene il medesimo risultato mediante piccoli capitali per tanto tempo... Con la differenza che il rischio è enormemente inferiore! 

7) Sfruttare l'effetto della capitalizzazione composta, riservando alla liquidità non meno del 30% del proprio capitale guadagnato.

8) Andare alla ricerca di operazioni che consentano un ottimo Risk Reward: ricordando che anche soltanto con un rapporto di 1:1,25 nel caso a fine anno avessimo fatto 50 operazioni in perdita (1) e 50 in vincita (1,25) ci ritroveremmo il conto in crescita del 12,5% (tasse e commissioni escluse ovviamente).

9) Frenare l'impazienza e la voglia di operare volgarmente detta "clicconite col mouse", guardando i grafici il meno possibile (consigliamo non oltre 2 volte la settimana), visto che "i cigni neri", contrariamente a quel che vogliono far credere certi "formatori" sono rarissimi e che se non investo in strumenti di particolare rischio non potranno mai portarmi via oltre una frazione infinitesimale del mio conto che potrà essere recuperata senza stress con le successive operazioni.

10) Utilizzare il "paper trading" sintanto che non si dispone di un capitale che possa esser frazionato in ogni operazione che rispecchi tutti i punti sopradescritti.

In definitiva dunque, è bene ricordarsi sempre che il primo obiettivo di una persona assennata e che vuole arrivare a vivere dei propri investimenti dovrebbe essere di non scordarsi mai le 2 fondamentali regole del 3° uomo più ricco al Mondo: "LA PRIMA REGOLA E' NON PERDERE SOLDI, LA SECONDA NON SCORDARSI MAI LA PRIMA." (Warren Buffett)

Concludendo quindi:

"GLI INVESTITORI FANNO LAVORARE IL CAPITALE AL POSTO LORO, MENTRE I TRADERS LAVORANO COME PAZZI PER TENTARE DI ACCRESCERE IL LORO CAPITALE".

Se ritenete che un "lavoro d'ufficio" che metterà a rischio oltre alla vostra serenità anche il vostro sistema nervoso, la vostra vista ed i vostri rapporti sociali sia MIGLIORATIVO rispetto al METODO che abbiamo studiato per anni, continuate pure a "formarvi" per diventare traders... Diversamente... Vi aspettiamo con noi!

UFFICIO STUDI ASSODIR


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