ADE

  • BASTA VAMPIRI

    Gentilissimi associati,
    questo articolo nasce da una mia esperienza personale che ho deciso di rendere pubblica al rientro dalle vacanze vista l'assurdità quasi surreale della situazione vissuta stamane in prima persona e dando degli spunti che posssano essere d'aiuto a chiunque si dovesse ritrovare nella medesima situazione.

    Premesso che mia mamma è invalida al 100% a causa di 2 malattie degenerative, nei mesi scorsi (visto che le disgrazie non vengono mai da sole), ha avuto la sfortuna di rompersi anche il femore e di conseguenza è stata operata e dopo qualche giorno di ospedale è stata mandata a fare riabilitazione all'interno di una struttura convenzionata. Naturalmente l'ASL paga 60 giorni di convalescenza, dopodichè tutti i costi sono a carico della persona ospitata (o dei suoi parenti).

    Dal 61° giorno in poi quindi, io e mia sorella stiamo pagando 2.850 Euro al mese per darle la necessaria assistenza visto che a tutti gli effetti, essendo su di una sedia a rotelle, non può pressochè più muoversi e vi posso garantire che nel qual caso pensaste di spender meno mediante 3 badanti al vostro domicilio i costi salirebbero ulteriormente senza neppure avere la garanzia di un maggior professionalità... Anzi... Avreste sempre e soltanto 1 persona che provvede ad assisterla per 8 ore, contrariamente ad un team specializzato che provvede giorno e notte.

    Al di là quindi del costo emotivo per via del fatto che non è più qui in famiglia con noi, i costi da sostenere per questo genere di lungodegenza, sono tutto fuorchè bassi, perchè lo Stato non ci viene incontro in nulla visto che la pensione di reversibilità di mio papà è doppia rispetto all'ISEE che prevederebbe la retta a carico della collettività. Già qui ci sarebbe molto da discutere, visto che fino a prova contraria i contributi pensionistici sono stati regolarmente versati dal mio povero papà (ex dipendente Enel) tagliati del 30% sin dal mese successivo in cui è venuto a mancare nel Gennaio 2001...

    Ma proviamo ad andare avanti...

    Da allora ad oggi, quindi, mia mamma (ex casalinga) percepisce quindi quale unica fonte di reddito quella derivante dalla reversibilità della pensione di mio papà oltre alla sua pensione minima che si è costruita lavorando e versando i contributi volontari per gli anni che mancavano alla pensione.
    Quindi, dal momento che risparmiando si è messa da parte togliendoseli dalla bocca 4 soldi per la vecchiaia, oggi lo Stato la "PREMIA" dicendole che tutta la retta della casa di riposo è a carico suo (ci tengo a sottolineare che tale retta è DOPPIA rispetto al cumulo delle pensioni percepite).
    Ma non è finita qui: oltre al danno adesso viene la beffa!

    A casa di chiunque sia capace a contare, se una persona incassa 1 e spende 2 ha un saldo di -1. Di conseguenza ha uscite doppie superiori alle entrate o se preferite, qualunque azienda fallirebbe molto in fretta se non raddrizzasse questo "bilancio"... Considerazioni di buonsenso? No semplice matematica alla portata di chiunque abbia fatto la 5^ Elementare...
    Chiunque tranne lo Stato italiano che, oltre che "premiarla" in questa maniera per aver risparmiato anzichè speso tutto in vita sua, ha esonerato dal pagamento del Canone Rai soltanto gli ultrasettantacinquenni che hanno un reddito non superiore a 6.713 Euro annui. 
    In poche parole, mia mamma avendo un ISEE doppio e non potendo neppure disporre del televisore visto che è ricoverata in questa casa di lungodegenza, deve secondo le nuove disposizioni legislative del 2016 pagare non soltanto la retta per intero, ma anche il Canone Rai.

    Tutto ciò di cui vi sto parlando mi è stato confermato dall'Agenzia delle Entrate di Chivasso nella mattinata odierna da una gentilissima funzionaria che mi ha detto che purtroppo, nonostante tutte le ragioni che le ho spiegato, NON E' POSSIBILE ORMAI FARE PIU' NULLA visto che al di là di tutta la comprensione e l'umana solidarietà:
    1) lo Stato considera reddito e calcola le tasse sulle entrate, non sulla differenza entrate - uscite
    2) il canone inserito nell'attuale bolletta è relativo ai primi 8 mesi del 2016 ed è dovuto in quanto presuppone il possesso di un apparecchio radiotelevisivo. 
    Quindi, dopo che mi ha premesso che arriverà anche la 2^ tranche per il rimanente periodo dell'anno in corso, mi ha detto che per evitare di continuare a pagare in questa assurda situazione anche nel 2017 sarebbe stato necessario procedere entro la fine dell'anno con una dichiarazione di non possesso di apparecchiature radiotelevisive atte alla ricezione di qualsivoglia genere di trasmissioni.

    Tale modulo per autodichiarazione, che trovate nel sito dell'Agenzia delle Entrate, CLICCANDO QUI secondo la nuova Legge, presuppone che tale autodichiarazione debba essere inviata OGNI ANNO mediante lettera raccomandata o in maniera telematica per chi possiede il PIN dell'A.D.E. e di conseguenza, se per qualsivoglia motivo l'utente non si ricorda di inviarlo, scatta il nuovo canone per l'anno successivo! Capite la portata di questo nuovo balzello? Immaginatevi quanti utenti l'anno prossimo non si ricorderanno di inviare il modulo e di conseguenza quanto nuovo lavoro per EQUITALIA ci sarà visto che i canoni non versati verranno iscritti a ruolo! 
    Io non ho un televisore, ma se per qualsivoglia motivo non gli mando la dichiarazione di cui sopra ogni anno, la RAI presuppone il fatto che ne detenga uno e di conseguenza mi emette il canone... Anche se si è rotto, anche se non lo posseggo, anche se lo posseggo e non posso guardarlo perchè sono all'ospedale o in convalescenza in una struttura, o sono diventato sordo, o cieco nel frattempo... La RAI, comunque, per il fatto che ho avuto la disgraziata idea di acquistare un televisore mi tempesterà di un canone perseguitandomi finchè vivrò!!!

    Considerata quindi l'assurdità di questa nuova Legge che parte dal presupposto che TUTTI SIANO COLPEVOLI FINO A PROVA CONTRARIA, ho chiesto alla gentilissima addetta cosa fare per uscire da questo incubo e le uniche 3 possibilità che si sono configurate sono state le seguenti:

    1) cambiare la residenza

    oppure
    2) cambiare il contatore (da residente a non residente) 

    oppure
    3) staccare l'utenza energetica

    Premesso che la prima soluzione (cambiare la residenza con quella della casa di riposo) automaticamente farebbe diventare 2^ casa l'abitazione di mia mamma (con un incremento spaventoso di IMU e TASSA RIFIUTI e rischieremmo di passare dalla padella alla brace.

    Premesso che la seconda soluzione (cambiare il contatore Enel da residente a non residente) comporta in automatico un raddoppio immotivato della bolletta (anche se la fornitura non viene utilizzata).

    Ho deciso per la terza e pertanto, provvederò a staccare l'utenza cosicchè la RAI sia certa che in casa di mia mamma nessuno guardi la televisone... Ma di sicuro anche l'ENEL che si è resa complice di questo LADROCINIO DI STATO, a partire dal 31/12/2016 non veda più i nostri soldi.

    Cara ENEL, mi spiace tanto quindi, ma... A mali estremi, estremi rimedi! Oggi stesso, disdirò il contratto relativo all'utenza in questione e anche voi, come la RAI, visto il trattamento ricevuto, avrete un utente in meno.

    P.S.: Attenzione a non seguire l'istinto di gettare il televisore in un cassonetto visto che nel caso vi beccassero sareste pure passibili di una multa pazzesca... Il televisore è un RIFIUTO SPECIALE e come tale va smaltito nelle apposite aree ecologiche.

    Buon ritorno dalle ferie.
    Carlo Zanghi

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