SISTEM BANCARIO

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    Quante volte abbiamo sentito ripetere questa frase: “Basta banche, li metto alla Posta” ?

    Poste Italiane è sempre stato percepito come il classico "porto sicuro" dove allocare i propri risparmi nei momenti di turbolenza dei mercati, lontano dalle sirene dei listini azionari, ma negli ultimi giorni alcune segnalazioni da parte dei nostri lettori stanno minando anche questa certezza: difatti da alcuni anni a questa parte, il gruppo Poste italiane è stato messo in condizione di fare concorrenza alle banche, attraendo nuova clientela che si è sommata alla estesissima base di clientela retail già abituata all'utilizzo dei servizi postali più che di quelli finanziari.

    Ma vediamo, grazie al nostro Ufficio Studi il fatto:

    alla fine dell' anno 2005 Poste Italiane, in pieno boom del settore immobiliare, lancia il suo Fondo Immobiliare Chiuso, chiamato “OBELISCO” (Isin IT0003896922), collocando (anche grazie ad un'ottima campagna pubblicitaria) in un batter d'occhio tutte le quote a disposizione e garantendosi laute commissioni da parte della società di gestione del suddetto fondo; ma purtroppo, dal momento che la storia ci insegna che i mercati sono imprevedibili e non è tutto oro quel che luccica, la cattiva gestione del patrimonio immobiliare (metà degli immobili non sono messi a reddito), la contrazione del mercato con conseguente forte deprezzamento del mattone, e la tassazione alle stelle (Imu e Tasi incidono per circa il 34% sui ricavi) portano la gestione a delle performances letteralmente disastrose: chiunque infatti avesse sottoscritto quote del Fondo Obelisco per un controvalore di 200.000 Euro 11 anni fa, oggi vedrebbe il proprio capitale ammontare a circa 48.000!!!

    Il grafico parla chiaro:

    fondo obelisco

    Un continuo calo delle quotazioni, che è purtroppo accompagnato dalle difficoltà per chi volesse vendere le proprie quote ad un determinato prezzo, vista la scarsa liquidità del fondo a oggi. Esattamente quello che sta avvenendo in questi giorni in UK dopo il risultato del referendum della BREXIT con 6 fondi immobiliari che hanno annunciato di non voler restituire a tempo indeterminato quanto versato ai sottoscrittori.

    Per cercare di trovare un rimedio, il Fondo Obelisco ha prorogato la propria naturale scadenza dal 2015 al 2018 allo scòpo di vendere a prezzi migliori alcuni immobili, ma nell'anno 2016 ancora una volta i risultati sono stati l'ennesimo disastro, evidenziando una perdita netta di circa 18 milioni di Euro, come da bilancio depositato:

    bilancio obelisco


    Non sappiamo se nei prossimi ultimi due anni di vita il "FONDO OBELISCO" recupererà l'80% delle perdite accumulate, anche se sinceramente ci sembra piuttosto irrealistico che nell'arco del periodo soprindicato il valore degli immobili contenuti a bilancio possa salire di 4 volte per ritornare al valore iniziale...

    Perdita

    L'unico dato certo è che i sottoscrittori continueranno a versare per altri 2 anni, le commissioni alla società di gestione e di conseguenza a Poste Italiane.

    Vi sono inoltre segnalazioni in merito al comportamento di BancoPosta nell’ambito del collocamento del Fondo, forse censurabile da un punto di vista legale in quanto aumentano le lamentele derivanti dal fatto che all’atto del collocamento, conformemente all’articolo 30 del Regolamento intermediari del 1998, Poste Italiane non avrebbe stipulato con i risparmiatori un contratto-quadro.

    La mancata stipula del contratto–quadro, tuttavia, non esonerava Poste Italiane dalle ulteriori regole di comportamento previste ed in particolare dal raccogliere le informazioni sulla propensione di rischio del risparmiatore ai sensi dell’articolo 28 del Regolamento Consob del 1998 e dal segnalare la inadeguatezza dell’operazione ove il profilo fosse stato basso, medio basso o medio, atteso che al Fondo era stato indicato nello stesso prospetto informativo un grado di rischio medio-alto.

    Morale della favola: nel 2016, in piena era di TASSI A ZERO, di "porti sicuri" non ce ne sono più e occorre scegliere MOLTO ATTENTAMENTE quelli che meglio ci permettono di "ormeggiare" il nostro patrimonio.

    E' doveroso quindi ribadire ancora una volta ai lettori e ai nostri Associati che prima di sottoscrivere qualsiasi prodotto proposto da QUALSIASI INTERMEDIARIO o Ente si debbono adottare le necessarie cautele, ancor più visto quel che sta capitando sul mercato in questo periodo con la normativa del BAIL IN già in essere.

    L'Ufficio Studi Assodir è a disposizione di tutti i propri Associati per fornire chiarimenti in merito ed invita tutti i lettori del blog ad associarsi, al fine di predisporre la necessaria educazione finanziaria, con l'aiuto di professionisti qualificati ed evitando così di commettere leggerezze che potrebbero visto il periodo rivelarsi fatali nella gestione dei propri risparmi.

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