SISTEMA BANCARIO

  • banca ladra

    Buongiorno! 
    Ci siamo lasciati con la secondo parte di questa lunga inchiesta sulle AZIONI-OBBLIGAZIONI NON QUOTATE delle banche del territorio che hanno creato immensi danni a decine di migliaia di risparmiatori.

    Questo è il link al primo articolo per le OBBLIGAZIONI

    Questo invece è il link per la prima parte delle AZIONI

    Con questa ultima parte vogliamo rendere PERFETTAMENTE CHIARO cosa siano le obbligazioni e azioni non quotate ma soprattutto come evitare questo RICATTO vero e proprio indotto dalle banche ad ignari risparmiatori o a chi ha chiesto mutui e prestiti importanti.

    Alla fine della lettura capirai cosa sono, come evitarle e come uscirne nel caso tu fossi finito dentro questo vortice di distruzione patrimoniale perpetrato nel tempo da parte di quelli che dovrebbero essere degli "istituti di credito".

    Procediamo.

    vortice
    La Comunicazione Consob del 2 marzo 2009: la sua applicabilità alle azioni delle banche non quotate considerate titoli illiquidi e la decisione dell’Ombudsman del 30 luglio 2014


    Il 2 marzo del 2009 la Consob ha emanato la Comunicazione n. 9019104 relativa ai doveri dell’intermediario nella distribuzione di prodotti finanziari illiquidi.
    Il documento si inserisce nell’ambito delle misure di c.d. “livello tre” sul regolamento intermediari con cui la Consob fornisce orientamenti interpretativi di dettaglio funzionali alla concreta applicazione del nuovo sistema normativo di derivazione comunitaria.


    La Comunicazione tratta della distribuzione alla clientela al dettaglio di prodotti finanziari illiquidi, che secondo la Consob sono quelli che determinano per l’investitore ostacoli o limitazioni allo smobilizzo entro un lasso di tempo ragionevole, a condizioni di prezzo significative, ossia tali da riflettere direttamente o indirettamente una pluralità di interessi in acquisto ed in vendita.


    Il primo problema che bisogna affrontare è quello dell’applicabilità di quanto stabilito dalla predetta Comunicazione Consob anche a titoli come le azioni non quotate in Borsa in quanto titoli illiquidi.


    A nostro parere, esaminando attentamente la Comunicazione, il problema non si pone in quanto le azioni non quotate rientrano nella definizione di titoli illiquidi delineata dalla Comunicazione e, cioè, di prodotti che determinano per l’investitore ostacoli o limitazioni allo smobilizzo entro un lasso di tempo ragionevole a condizioni di prezzo significative, ossia tali da riflettere, direttamente o indirettamente, una pluralità di interessi di acquisto e di vendita.


    D’altra parte la Consob nel suo provvedimento sostiene che la condizione di “liquidità” potrebbe essere garantita dall’impegno dello stesso intermediario al riacquisto secondo criteri e meccanismi prefissati e concreti come quelli che hanno condotto al princing del prodotto nel mercato primario.

    Sempre nella Comunicazione, quando si parla di prodotti illiquidi, si fa riferimento a titolo esemplificativo, ma non esaustivo, alle obbligazioni bancarie, alle polizze assicurative e ai derivati OTC, ovvero negoziati “over the counter”.


    Si consideri, inoltre, che le due decisioni dell’Ombudsman bancario del 30 luglio 2014 e del 30 aprile 2015 non ci sono proprio poste il problema dell’applicabilità della Comunicazione Consob del 2009 alle azioni illiquide della Carife e della Sparkasse di Bolzano, ma sono scese direttamente al merito della questione e nel caso della Carife hanno ritenuto che la stessa banca non avesse rispettato la Comunicazione del 2009, mentre nel caso della Sparkasse è stato ritenuto, sia pure erroneamente, che la banca aveva di contro rispettato la stessa Comunicazione Consob.

    Ma vediamo più da vicino quelle che sono le disposizioni stabilite dalla Comunicazione Consob del 2009 per il collocamento o la negoziazione di titoli illiquidi.


    In tema di prodotti finanziari illiquidi il diligente assolvimento degli obblighi informativi ex art. 21, comma 1, del Testo Unico Finanziario impone all’intermediario una specifica informativa in primo luogo ex ante, consistente nella scomposizione del complessivo esborso di capitale tra il c.d. fair value del titolo ed costi dell’operazione, precisazione del valore di smobilizzo dell’investimento nell’istante immediatamente successivo all’operazione di acquisto, specificazione delle condizioni di smobilizzo evidenziando maggiori difficoltà, tempi e costi connessi al livello di illiquidità, precisazione della circostanza per cui l’unica fonte di liquidità sia lo stesso intermediario negoziatore, dettagliando le regole di princing applicabile, nonché offrire un set informativo che confronti il prodotto illiquido con altri prodotti semplici, noti, liquidi, a basso rischio, con analoga durata e larga diffusione. La normativa di settore impone anche un obbligo di informativa ex post, consistente nell’invio di una rendicontazione periodica che specifichi il fair value aggiornato ed il presumibile valore di realizzo sulla base delle reali condizioni di smobilizzo.


    Secondo l’ormai nota decisione dell’Ombudsman bancario del 30 luglio 2014, se il set informativo predisposto dell’intermediario (vale a dire il prospetto informativo, la nota di sintesi, la nota informativa e l’eventuale scheda prodotto) non prevede tali informazioni, NON SI POSSONO RITENERE DILIGENTEMENTE ASSOLTI GLI SPECIFICI OBBLIGHI INFORMATIVI imposti dalla normativa per i prodotti finanziari illiquidi.

    Sempre in base alla suddetta decisione dell’Ombudsman bancario l’inserimento nell’ordine di acquisto di clausole con le quali il cliente confessi di essere consapevole, in particolare, dei fattori di rischio relativi all’investimento e di conoscere ed accettare, senza riserve, le condizioni e le modalità dell’offerta contenute nel menzionato prospetto informativo, è inefficace al fine di configurare un diligente adempimento in merito all’obbligo di fornire un’informativa trasparente e particolarmente dettagliata, come imposto ex lege per i prodotti illiquidi.

    Infatti, un rinvio per relationem ad un set informativo, non consegnato al risparmiatore e, comunque, privo delle informazioni previste dalla Comunicazione Consob del 2009, non assolve agli obblighi informativi di legge.
    In base alla decisione dell’Ombudsman, l’inadempimento agli obblighi informativi fa sì che la specifica operazione di compravendita dei titoli illiquidi non è da considerarsi validamente perfezionata, con l’obbligo della banca alla restituzione delle somme impiegate per l’acquisto dei titoli stessi.

    La necessità che le azioni non quotate siano negoziate o collocate solamente a investitori con profilo di rischio alto o quanto meno medio alto in quanto titoli rischiosi


    Le azioni bancarie non quotate quindi, DEVONO NECESSARIAMENTE per le loro caratteristiche, essere considerate come titoli con un profilo di rischio alto o, quantomeno, medio-alto.
    Non vi è dubbio, infatti, che titoli illiquidi, per i quali vi è una potenziale difficoltà di liquidazione, non possono che essere riservati ad investitori con un profilo di rischio alto o medio-alto.

    Le banche non quotate sono state sempre coscienti di ciò. Tant’è vero che prima dell’introduzione della MIFID, in vigenza della normativa di inadeguatezza di cui all’art. 29 del vecchio Regolamento Consob del 1998, gli istituti di credito non quotati, come si diceva, per vendere le azioni anche a soggetti con profilo di rischio basso o medio-basso, procedevano in via generalizzata a segnalare l’inadeguatezza ed a far sottoscrivere l’espressa autorizzazione ad eseguire comunque l’operazione.

    Tale modalità di vendita ha manifestato in alcuni casi, si veda il caso TERCAS, un vero e proprio abuso di diritto in quanto la segnalazione di inadeguatezza è stata effettuata in modo generalizzato a tutti i risparmiatori con profilo di rischio basso o medio-basso.

    Per tale motivo, nonché per la mancata indicazione degli specifici motivi di inadeguatezza si è aperto un vasto contenzioso presso il Tribunale di Teramo, con il quale si chiede la condanna della banca all’integrale restituzione delle somme investite.


    La strategia di vendita delle azioni illiquide post MiFID


    Andiamo ora a trattare l’argomento, invero assai interessante, relativo alla strategia di vendita adottata da alcune banche per collocare agli investitori con profilo di rischio basso o medio-basso le azioni non quotate.

    Vogliamo riferire della strategia di vendita delle azioni non quotate di una banca, che per riservatezza non nomineremo.
    Ebbene, abbiamo potuto constatare che, in particolare, in occasione dell’ultimo aumento di capitale avvenuto qualche anno fa, la Banca in questione, avendo una forte necessità di collocare tutte le azioni emesse, ha così operato.

    Si premette che la Banca, sin dall’introduzione dell’ultimo Regolamento Consob di fine 2007, che ha recepito le Direttive MiFID, ha esteso in via gratuita a tutti i propri clienti il servizio di consulenza.
    Per tale motivo, l’istituto di credito, tanto nella negoziazione, quanto nel collocamento dei titoli, era tenuto ad effettuare la valutazione di adeguatezza.

    Per il collocamento delle proprie azioni non quotate, effettuato per i clienti con un profilo di rischio basso o medio-basso, la valutazione di adeguatezza era NEGATIVA, per cui la Banca nella raccomandazione personalizzata dava indicazione di “evitare” l’acquisto dei titoli azionari di propria emissione, senza però precisare i motivi dell’inadeguatezza.

    Pertanto risultava, ad esempio, che alle 15 e 28 minuti la Banca, all’esito aveva emesso una raccomandazione, con la quale invitava il cliente ad evitare l’acquisto, salvo poi, dopo uno o due minuti, far risultare che era stato direttamente il cliente a richiedere l’acquisto inadeguato, in modo da passare “formalmente” dal regime di adeguatezza al regime di c.d. “execution only”.
    Geniale eh? Ci chiediamo se tale procedura possa essere ritenuta rispettosa della legge o non sia stata posta in violazione o in elusione della legge.

    A noi sembra che non vi sia dubbio sul fatto che una simile procedura sia illegittima ed elusiva del dettato normativo per le seguenti ragioni:
    - Prima della MiFID e, quindi, dell’art. 39 del Regolamento Consob del 2007 vigeva la normativa di cui al citato art. 29 del Regolamento Consob del 1998.

    - In base a tale previgente normativa, se l’intermediario finanziario riteneva che un’operazione fosse inadeguata rispetto al profilo del risparmiatore per tipologia, oggetto, frequenza o dimensione, era obbligato a segnalarlo per iscritto al cliente, indicando specificatamente le ragioni dell’inadeguatezza, e poteva eseguire l’operazione solo se otteneva dall’investitore una seconda sottoscrizione per autorizzazione a dar corso, comunque, alla negoziazione.

    In tal modo l’intermediario finanziario era esente da ogni responsabilità, se l’operazione si fosse rivelata dannosa per l’investitore.
    Con l’art. 39 del Regolamento Consob del 2007, che ha recepito la MiFID, l’operazione reputata non adeguata non può in alcun modo essere eseguita dall’intermediario, a differenza di ciò che avveniva in passato per quanto abbiamo detto, con la conseguenza che il livello di protezione per il cliente è, quindi, massimo, andando contro una sua esplicita volontà, in funzione dell’esigenza di tutelare il risparmio quale bene costituzionalmente protetto (si veda F. Sartori, “Le regole di adeguatezza e i contratti di borsa: tecniche normative, tutele e prospettive MiFID” in Rivista Diritto Privato, 2008 pag. 25 ed, in senso conforme, V. Santocchi, “Le valutazioni di adeguatezza e di appropriatezza nei rapporti contrattuali fra intermediari e cliente”, in I contratti del mercato finanziario, a cura di E. Gabrielli e R. Lener, I, Torino, 2011, pag. 281 e ss.).

    È allora evidente che, se con la nuova regola dettata dall’art. 39 l’intermediario è tenuto ad andare contro l’esplicita volontà del cliente, pur se questi ugualmente voglia compiere l’operazione, non sia ipotizzabile che l’intermediario consenta all’investitore di rinunciare alle garanzie proprie della consulenza e richiedere lui stesso l’operazione, come avvenuto nel caso di specie.

    È evidente che, operando con una tale strategia, l’intermediario finanziario AGGIRI PALESEMENTE l’art. 39 del Regolamento Consob del 2007, VIOLANDO altresì l’art. 21 del Testo Unico Finanziario, nel quale si stabilisce che l’intermediario si deve comportare con diligenza, correttezza e trasparenza per servire al meglio l’interesse dei clienti e per l’integrità dei mercati.

    Ora, è evidente che non sia certo nel miglior interesse del cliente comprare un prodotto finanziario inadeguato, ma sia invece nell’esclusivo interesse commerciale della Banca vendere sempre e comunque i propri titoli, anche a soggetti che avevano una propensione al rischio bassa o prudente.

    D’altra parte è necessario precisare che una procedura del genere potrebbe essere forse tollerata qualora si trattasse di un caso isolato, ma nel caso della Banca di cui parliamo abbiamo accertato che tale procedura è stata pressoché generalizzata e standardizzata.

    È evidente che, per provare tale violazione generalizzata della legge nei giudizi che eventualmente potranno essere proposti dai risparmiatori nei confronti della Banca, si chiederà di ordinare la produzione di tutti gli ordini per l’acquisto delle azioni effettuate da tutti i clienti dell’istituto di credito nei due mesi precedenti e successivi la singola negoziazione.

    Con tale mezzo istruttorio si potrà dimostrare la palese e preordinata elusione compiuta dalla Banca, elusione che potrebbe investire anche profili non strettamente civilistici.

    Ma rispetto alla strategia di vendita massiccia delle proprie azioni da parte della Banca in questione, ci chiediamo se le modalità di vendita di azioni non quotate in Borsa, come quelle in questione, possano essere compatibili con la normativa della c.d. execution only.

    Ci chiediamo, cioè, se la Banca avrebbe potuto vendere le proprie azioni non quotate con le suddette modalità.


    Orbene, come noto, l’art. 43 del Regolamento Consob del 2007 stabilisce che gli intermediari possono prestare i servizi di esecuzione di ordini per conto dei clienti o di ricezione e trasmissione ordini, senza che sia necessario ottenere le informazioni per procedere alla valutazione di adeguatezza o appropriatezza, quando sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni:


    1. i suddetti servizi sono connessi ad azioni ammesse alla negoziazione in un mercato regolamentato o in un mercato equivalente in un paese terzo;
    2. il servizio è prestato ad iniziativa del cliente;
    3. il cliente è stato informato che l’intermediario non è tenuto a valutare l’appropriatezza e che pertanto l’investitore non beneficia della protezione offerta dalle relative disposizioni;
    4. l’ Intermediario rispetta gli obblighi in materia di conflitti d’interesse.
    In base a quanto sopra, sembrerebbe potersi sostenere che le azioni non quotate in un mercato regolamentato, come le azioni bancarie di cui abbiamo trattato, non possono essere negoziate in un regime di “execution only”, per cui la Banca che ha utilizzato tale modalità avrebbe commesso una violazione di legge.

    Labirinto 

    Conclusioni


    Concludiamo solamente dicendo che la questione delle azioni ed obbligazioni non quotate è veramente rilevante in quanto coinvolge ormai svariate decine di migliaia di risparmiatori, che vanno ad aggiungersi alle centinaia di migliaia di risparmiatori coinvolti nella vicenda del c.d. “risparmio tradito”, in un nuovo e quanto mai preoccupante capitolo. Invitiamo pertanto a diffidare dalle "proposte che non si possono rifiutare" (soprattutto nel momento del bisogno), rimanendo a disposizione 
    di tutti i nostri Associati (attuali e futuri) per esaminare insieme tutte quelle situazioni che ritengono meritorie di analisi approfondita.

    Essere un nostro associato fa sì che da queste casistiche che stanno purtroppo diventando "normali" ci si trovi molto ma molto lontani, con conseguente protezione dei propri risparmi ma non solo. Far parte di un'associazione, significa far parte di un GRUPPO COESO che ha come obiettivo lo sviluppo di tutti gli associati e soprattutto, il benessere e la protezione di quanto faticosamente accumulato in una vita di lavoro.

    Ecco perchè vi invitiamo nuovamente ad associarvi se non volete correre questi rischi ogni volta che vi recate allo sportello, segnalandoci le proposte che ricevete mediante una mail a questo indirizzo!

    Vi ringraziamo anticipatamente per l'aiuto che ci darete nel diffondere le nostre analisi ed inchieste a tutte le persone a voi care, sia condividendo il link al nostro blog che alla nostra pagina Facebook.

    UFFICIO STUDI ASSODIR

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  • mps


    Buonasera a tutti, nella data del peggior risultato raggiunto dalla banca più vecchia del Mondo, ci teniamo a far riflettere sui danni causati dalle collusioni fra la politica e l'economia italiana con un articolo comparso su LA STAMPA lo scorso 21/01 relativo ad una dichiarazione estratta nientepopodimeno che da IL SOLE 24 ORE.

    Ci teniamo a sottolineare che in quella data, come ben visibile nel grafico sottoindicato, dopo l'ennesimo salvataggio da parte dello Stato italiano, il titolo schizzò all'insù del 43,16% rispetto alle quotazioni del giorno prima.

    Domanda: ma se un risparmiatore avesse deciso di seguire le indicazioni del nostro Premier cosa sarebbe successo?
    Lo vediamo nel grafico sottostante:

    BMPS

    La chiusura di oggi al minimo storico di 0,2652 Euro, ci dice che dal prezzo di allora avrebbe PERSO il 63,68% DEI RISPARMI INVESTITI SUL TITOLO.

    Considerato che da allora ad oggi sono stati letteralmente bruciati altri MILIARDI e che per ricapitalizzare nuovamente l'istituto di Rocca Salimbeni saranno necessari parecchi altri Miliardi di Euro di tutti i contribuenti italiani, se non fosse per i drammatici effetti sui 25.000 occupati e sulle ancor più gravi conseguenze della perdita di fiducia nel sistema bancario che ne deriverebbero, ci viene da chiederci se forse non sia meglio applicare le regole del BAIL IN per chiudere definitivamente la partita con questa "idrovora" di denaro pubblico.

    Si prospettano scelte MOLTO IMPOPOLARI, visto che la banca in questione ha 25.000 dipendenti ed una miriade di sportelli inutili sparsi per il territorio, ma una cosa è certa: se lo Stato la smettesse una volta per tutte di intrufolarsi nell'economia, FORSE anche i risparmiatori correrebbero meno rischi inutili evitando di dar retta a chi fa un altro mestiere. 

    Dunque quali rischi correrebbe un correntista MPS in questo momento nel caso tanto temuto di applicazione delle regole del BAIL IN?
    Esattamente quelli che abbiamo elencato all'interno del nostro speciale "COME PROTEGGERSI DAL BAIL IN" che ad oggi è stato scaricato da oltre 10.000 risparmiatoriche avevano bisogno di qualcosa che li rassicurasse, li proteggesse e li garantisse definitivamente edai quali pensiamo di aver reso un buon servizio.

    E quali altri istituti hanno in pancia crediti deteriorati? QUI trovate tutte le percentuali dei PRIMI 10 di quest'orrenda classifica.

    Raccomandiamo quindi la MASSIMA PRUDENZA a tutti i possessori di conti correnti "cospicui" depositati presso quella banca visto che alla quotazione odierna, il Monte dei Paschi di Siena si ritrova con una capitalizzazione di mercato INFERIORE AD 1 MILIARDO DI EURO e che ha "in pancia" CREDITI INESIGIBILI PER OLTRE 24 VOLTE l'ammontare della capitalizzazione di borsa... Numeri su cui qualsiasi investitore di buonsenso dovrebbe riflettere attentamente: ancor più considerato il fatto che le casse del fondo di garanzia sono VUOTE in quanto GIA' UTILIZZATE per i correntisti di Banca Marche, CariFerrara, CariChieti.

    Un'ultima curiosità per qualsiasi "cassettista" convinto che "tanto prima o poi risaliranno perchè la banca verrà salvata dallo Stato": di quanto dovrebbe risalire la quotazione per recuperare una perdita del 63,68%?

    Al netto di tutti i futuri aumenti di capitale a cui il povero disgraziato dovrà partecipare se non vorrà vedere diluito il proprio capitale, provate a fare 2 conti voi stessi, utilizzando la tabellina qui sotto come base di partenza...

    Perdita
    P.S.: Apprendiamo in questo momento che la CONSOB ha disposto per la giornata di domani 6 luglio 2016 L'IMPOSSIBILITA' DI VENDERE ALLO SCOPERTO I TITOLI BMPS.
    Ancora una volta denunciamo un intervento inutile e distruttivo visto che non si capisce come mai non l'abbian fatto quando l'abbiamo segnalato noi alla fine della settimana scorsa in piena "TEMPESTA BREXIT", facendo risparmiare ai possessori dei titoli bancari italiani un bagno di sangue come quello che si è abbattuto sui portafogli dei cassettisti in questa settimana... Ancora una volta insomma, le autorità di controllo e vigilanza, HANNO CHIUSO LA PORTA DOPO CHE I BUOI SONO SCAPPATI: complimenti per il tempismo!

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  • BPVI

    BANCA POPOLARE DI VICENZA: PENATI, SENZA ATLANTE CI SAREBBE STATO BAIL IN

    20:17 Oltre Unicredit anche Intesa ci ha chiesto garanzia (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Trento, 03 giu - Pop Vicenza: Penati, senza Atlante ci sarebbe stato bail-in
    20:17 Oltre Unicredit anche Intesa ci ha chiesto garanzia (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Trento, 03 giu - "Se non ci fosse stato il fondo Atlante ci sarebbe stato un bail-in e si puo' immaginare cosa sarebbe successo". Lo ha affermato Alessandro Penati, numero uno del fondo Atlante, parlando dell'aumento di capitale della Banca Popolare di Vicenza. Come conseguenza del bail-in , ha proseguito Penati, "spread e Btp sarebbero andati dove sarebbero andati"...

    FONTE: (RADIOCOR) 03-06-16 20:17:50 (0591) 5
    ARTICOLO COMPLETO: http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Economia/Pop-Vicenza-Penati-Atlante-sarebbe-stato-bail-in/03-06-2016/1-A_027738676.shtml

     

     

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  • Montebello, fiaccolata di protesta sotto la villa di Zonin, "ha mentito, va punito"



    giannizonin 1 original 2

    Dopo il suicidio di un secondo risparmiatore che aveva perso tutto avvenuto nei giorni scorsi, ci saranno anche le troupe del programma di approfondimento giornalistico di Rai3 "Ballarò" a seguire domani sera a partire dalle 20.30 la fiaccolata di protesta davanti alla 
    villa di Gianni Zonin a Montebello Vicentino.

    Per approfondimenti o per chi desidera partecipare: http://www.vicenzatoday.it/cronaca/montebello-fiaccolata-di-protesta-sotto-la-villa-di-zonin-ha-mentito-va-punito.html

    Nel frattempo il Governo Italiano ha posto proprio oggi per l'ennesima volta la fiducia per poter offrire i rimborsi agli obbligazionisti ed agli azionisti di Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti.
    Qui l'articolo de IL SOLE 24 ORE

    Per chi invece non avesse ancora scaricato e diffuso ai propri conoscenti, la nostra guida: "COME PROTEGGERSI DAL BAIL IN" è sufficiente fare clic QUI.

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  • Ballaro BPVI


    Per chi si fosse perso la puntata di ieri sera, guardatevi questo servizio ed ascoltatelo con attenzione, perchè ne vale la pena!

    Aiutateci ad aiutare chi ha bisogno di aiuto: continuare a diffondere a tutte le persone a voi care ed i vostri amici, "COME PROTEGGERSI DAL BAIL IN".

    Grazie.

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  • VENETO BANCA

    ROBA DA MATTI:

    Il prezzo dell'offerta per l'aumento di capitale di Veneto Banca (come si legge nel prospetto di 1.114 pagine depositato in Consob) che "

    "eviterebbe alla banca di trovarsi "in una situazione di crisi o di dissesto, con conseguente assoggettamento del gruppo a provvedimenti da parte delle competenti autorità̀ di vigilanza", inclusa la direttiva europea sulla risoluzione delle crisi bancarie (Brrd) che disciplina il 'bail-in' (salvataggio interno)."

    Il periodo di offerta in opzione della ricapitalizzazione inizierà domani 8 giugno fino al 22 giugno, il collocamento istituzionale, invece, da domani al 24 giugno. La determinazione del prezzo di offerta avverrà al termine dell’offerta globale. 

    La forchetta di prezzo di emissione delle nuove azioni era stata fissata fra 0,1 euro e 0,5 euro.

    COSA VOLETE CHE SIA UNA DIFFERENZA DEL 500% NEL PREZZO DI EMISSIONE? EVIDENTEMENTE IL MANAGEMENT HA LE IDEE CHIARE...

    Cresce, intanto, il numero di richieste di risarcimento. Nel documento è corposo il richiamo ai fattori di rischio, tra cui le richieste di risarcimento che a fine marzo 2016 sfiorano i 175 milioni di euro - 174.716.156 euro per l'esattezza - e che preoccupano l'istituto. "Sussiste il rischio rilevante - si legge-, il cui grado di probabilità la banca non è allo stato in grado di stimare con sufficiente attendibilità, che in futuro azionisti della banca - compresi quelli che hanno già sporto i reclami o instaurato un contenzioso nei confronti della banca - promuovano contenziosi" determinando in futuro "la necessità per la banca di procedere ad ulteriori accantonamenti o potrebbero esporla a passività potenziali ulteriori rispetto a quelle riflesse nel bilancio 2015, nel bilancio intermedio al 31 marzo 2016 e nel piano industriale, con effetti negativi, anche significativi, sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del gruppo Veneto Banca".

    Non solo: il piano industriale "si basa su numerose assunzioni e circostanze ipotetiche, alcune delle quali, in particolare l’aumento del margine di interesse e delle commissioni nette, sono da considerare sfidanti rispetto alle previsioni e ai dati attesi del sistema". Tra le principali assunzioni ipotetiche del piano industriale vi è inoltre il perfezionamento delle cessioni delle partecipazioni nel capitale sociale di Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestioni e di istituti esteri controllati dal gruppo (Albania, Croazia, Moldavia e rete Romania), oltre alla dismissione di portafogli di crediti non-performing, "che potrebbero non verificarsi o la cui tempistica potrebbe differire da quella prevista. Non vi sono certezze circa la realizzabilità del piano industriale".

    LEGGETEVI L'ARTICOLO COMPLETO E MEDITATE...

    FONTE E ARTICOLO COMPLETO: ADNKRONOS

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  • ebook Bailin
    Gentili associati,

    dopo oltre 6 mesi d'interruzione forzata del blog causata dall'hackeraggio dei nostri precendenti sistemi informatici,

    riprendiamo le pubblicazioni all'interno di questo nuovo sito decisamente più stabile e performante rispetto al passato.

    Ci auguriamo che la nuova veste grafica vi piaccia e che tutti i nuovi contenuti possano essere di vostro gradimento, naturalmente rimanendo a disposizione per qualsivoglia spiegazione in merito sia telefonica che mediante email.

    Cogliamo l'occasione per salutarvi con il lancio del nostro ultimo studio dedicato al famigerato BAIL-IN, scaricabile GRATUITAMENTE cliccando sulla foto del libro che trovate fotografato oppure direttamente da QUESTO LINK.

    Buona festa e buone letture a tutti da parte di tutto l'Ufficio Studi Assodir!

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  • ABI

    Cari associati,

    vogliamo approfittare di questo giorno post elezioni per far riflettere su alcuni punti, che indipendentemente dal settore, che sia esso politico o finanziario, si ripetono come uno schema.
    Se prestate molta attenzione, questa campagna elettorale si è svolta seguendo sempre lo schema di denigrare l’altro, il concorrente, di raccontare storie di difficoltà cercando di inculcare nella mente del cittadino la PAURA.
    Precisamente la paura di CAMBIARE.
    Fanno in modo attraverso la comunicazione di indirizzare le vostre idee verso un unico “portafoglio”: IL LORO.

    E allo stesso modo, con identico schema, le banche agiscono sulla paura dei risparmiatori al fine di non fargli aprire gli occhi sulla realtà delle cose, di farli stare quanto più posso sotto la FALSA ala protettrice della banca, e infine, investire i propri risparmi nelle SCELLERATE e DISASTROSE proposte che fanno ai propri clienti.
    Sei come una mucca da ingravidare e mungere fino allo stremo delle forze e quando non hai più latte/risparmi, vieni semplicemente spinto al macello, per essere fatto a fette.
    È questa la realtà dei fatti.
    È questo quello che fa questo sistema CORROTTO e MALATO con i risparmiatori italiani.
    Apri gli occhi, fai domande. Non permettere di restare solo perché è così che ti mettono al buio dalla verità e chiuso nell’ignoranza!

    Se le sofferenze aumentano ed i prestiti non vengono più richiesti nonostante i tassi ai minimi storici, non ci vuole una scienza a capire che la filiale non è un medico ma bensì soltanto una farmacia, eppure...

    Noi facciamo di tutto, ogni santo giorno per informare i nostri associati sulla qualità delle informazioni che vengono fuori da questo insulso sistema al fine di PROTEGGERE i propri risparmi e all’occorrenza saperli anche investire con BUON SENSO e in vista di un profitto REALE, tangibile e totalmente sotto il controllo del risparmiatore.

    Inizia ora ad informarti sulla realtà dei fatti, soprattutto quella bancaria come il BAILIN.
    Se non hai ancora capito il marcio che c’è sotto, te lo spieghiamo noi con un inchiesta fatta in modo approfondito dove capitolo dopo capitolo, arriverai a comprendere non solo l’assurdità bancaria e il PERICOLO che stai correndo, ma saprai alla fine della lettura DIFENDERTI AUTONOMAMENTE.

    QUI puoi scaricare la nostra lunga inchiesta sul BAILIN.

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  • esma 77

    Il 2 giugno 2016 l’ESMA ha pubblicato un proprio comunicato ufficiale (sotto forma di “Statement”) con il quale ha inteso ricordare alle banche e alle imprese di investimento la responsabilità dalle stesse assunta di agire nel migliore interesse del cliente nel momento in cui si effettui la commercializzazioni di prodotti finanziari che potrebbero successivamente essere coinvolti in interventi di bail-in ai sensi della direttiva BRRD.

    In particolare, l’ESMA considera come potenzialmente rischiosi tali prodotti soprattutto se commercializzati nei confronti della clientela retail che potrebbe non essere in grado di percepirne correttamente i rischi.

    Lo Statement dell’ESMA ricorda che le banche e le imprese di investimento devono garantire la conformità alle previsioni della MIFID nell’attuare tali pratiche di commercializzazione, ed in particolare dovranno:

    • fornire agli investitori (esistenti e potenziali) informazioni aggiornate e complete, e che siano predisposte con il controllo della funzione “compliance” dell’istituto finanziario coinvolto;
    • gestire i potenziali conflitti di interesse, in particolare nel caso in cui le istituzioni in questione si approccino alla vendita diretta di tali strumenti finanziari secondo politiche di collocamento diretto o “self-placement”;
    • assicurare che i prodotti siano adeguati e appropriati per l’investitore, anche qualora ciò richieda l’ottenimento di maggiori e più dettagliate informazioni sul cliente di quanto non sia fatto normalmente e anche se ciò possa comportare la necessità di dover spiegare o ribadire al cliente che sussiste un rischio di perdita del capitale investito anche senza che l’emittente sia dichiarato “insolvente” e quindi trovino applicazione altri strumenti di intervento previsti dalla BRRD.

    L’ESMA ha precisato che lo Statement in questione è frutto di una stretta collaborazione attivata tra l’ESMA stessa e l’EBA (European Banking Authority) la quale ultima ha una particolare conoscenza ed esperienza nell’interpretazione ed applicazione delle norme della BRRD.

    FONTE: DIRITTO BANCARIO 06/06/2016

    DALLA CUI PAGINA A QUESTO INDIRIZZO E' POSSIBILE SCARICARE LA NOTA IN PDF EMESSA DALL'ESMA

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  • VENETO
     
    Chi ha scommesso e perso su Montebelluna: da Berlusconi a Stefanel, da Marchi a Zoppas
     
    TREVISO. Da Silvio Berlusconi fino al vostro vicino di casa, o forse voi stessi. Dalla famiglia Marcegaglia a Roberto Bettega, da Bepi Stefanel a Luca Zaia. Ecco la lista sterminata dei quasi novantamila soci di Veneto Banca. Ascesa e declino, guadagno e rovina. È la classifica per numero di azioni, per portafoglio: una cordata eterogenea - imprenditori, risparmiatori, pensionati, colossi della finanza, politici - per una scalata che ora rischia di finire malissimo, con un valore di quotazione in Borsa (sotto l’euro?) lontano anni luce dal picco di 40,75 euro toccato nel 2013. The higher you are, the harder you fall: più sei in alto, più ti fai male cadendo...

    Se vuoi leggere l'articolo completo con i nomi dei primi 100 investitori coinvolti, CLICCA QUI
    FONTE: LA TRIBUNA DI TREVISO
     
     

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